Ravenna fra antico e moderno
May 19th, 2008 | By Junio Murgia | Category: Città ItalianeFra tutte le città dell’Emilia e della Romagna Ravenna è una delle più accattivanti per le vicende storiche che le hanno consentito di giungere all’apogeo del potere. Prima quale capitale dell’Impero Romano d’Occidente nel V secolo d.c. (sotto Onorio e Galla Placidia), poi come sede della corte di Teodorico, re dei Goti, dal 493 al 526 , e infine,dal 540 . come sede degli imperatori di Bisanzio, Giustiniano e Teodora, godendo di un lungo periodo di pace.
Il suo ruolo politico e religioso in questi secoli si manifesta nei suoi monumenti di arte paleocristiana e bizantina, ben otto dei quali dal 1997 sono inseriti nella lista dei monumenti protetti dall’Unesco. Ciò grazie alla splendida commistione fra la struttura dell’impianto esterno, in genere paleocristiano, e la preziosità dei mosaici che rivestono gli interni e per i quali furono impiegati materiali e usate tecniche direttamente attinti alla lontana Bisanzio. Per citarne alcuni, ricordiamo quel piccolo gioiello del Mausoleo di Galla Placidia con l’impianto esterno a croce latina accorciata e il prezioso interno in cui brilla soprattutto la magnifica cupola color indaco tempestata da quasi mille stelle dorate. E ancora la Chiesa di S.Vitale , capolavoro della stagione bizantina ravennate, con la cupola che raccorda i multiformi spazi interni impreziositi da mosaici, marmi,decorazioni e soprattutto con i due pannelli rappresentanti le figure solenni e senza tempo dell’imperatore Giustiniano e dell’imperatrice Teodora, ognuna col proprio seguito. E ancora il Battistero degli ariani, la Chiesa di san Apollinare Nuovo e la Basilica di San Apollinare in Classe,uno degli edifici meglio conservati,solitaria in mezzo alla campagna e che ha alle spalle la famosa pineta di Classe. E ancora il Mausoleo di Teodorico, costruito con grandi blocchi di pietra che rivelano influssi di architettura siriana Nei secoli successivi Ravenna ha conosciuto tristi vicende, oggetto com’ è stata di invasioni, devastazioni e sottomissione da parte di altri stati. Solo nel Risorgimento ha rivestito di nuovo un ruolo fondamentale, essendo stata tra le prime città ad aderire all’unificazione nazionale. Nel nostro secolo, dopo la seconda guerra mondiale,la città ha conosciuto un turbinoso sviluppo industriale con la scoperta di giacimenti di metano, con l’insediamento di industrie chimiche e petrolchimiche, entrando nel risiko della finanza nazionale grazie alla figura del suo figlio più celebre e discusso, Raul Gardini.
Fondamentale è stato lo sviluppo rinnovato del suo porto, uno dei maggiori dell’Adriatico, ma ormai a diversi chilometri da Ravenna, collegato com’ è a questa città da un canale navigabile (canale Corsini). Sembra vero allora, ancora una volta ,che il destino di Ravenna sia legato alla radice del suo nome, “rav” che significa “scorrere nell’acqua” e che ne fece al tempo di Augusto, quando era proprio sul mare, la sede di una flotta di 250 navi a difesa dell’Adriatico. Così, quanto scrisse il poeta Diego Valeri sul giornale “Il resto del Carlino” un secolo fa, presagendo un avvenire di Ravenna di nuovo sul mare tra le ciminiere innalzatesi nel cielo e le bandiere di fumo delle industrie, si è veramente avverato: offrendo un nuovo sviluppo alla città, ma togliendole parte di quell’incanto che la sua storia e e gli antichi monumenti le conferiscono .Meno male che, usciti dalla zona industriale,la pineta di San Vitale e quella di Classe e le zone naturali, ricche di un patrimonio di flora e fauna, e soprattutto le sue bellissime spiagge, immerse nel verde, fanno dimenticare il tributo alla modernità e al cosiddetto progresso che Ravenna, come tante altre citta, ha dovuto pagare.
