Bologna, la dotta

May 15th, 2008 | By Junio Murgia | Category: Città Italiane

Bologna è la dotta, forse l’appellativo più celebre con cui nel tempo è stata definita questa città. Dotta sì lo è sempre stata, luogo di incontro di varie culture e tradizioni, per lo meno dalla fondazione della sua Università. L’ ALMA MATER STUDIORUM, la più antica di tutta Europa, alla quale sono approdati fin dal 1088 studenti e intellettuali di tutta Italia e non solo. Ciò ha contribuito a conferirle quelle brillanti sfaccettature che caratterizzano da sempre la sua vita culturale e sociale, e che negli anni 70 si sono intrecciate col clima della contestazione giovanile del 1977, della celebre “Radio Alice” o del concerto dei Clash in Piazza Maggiore. Bologna era un ricettacolo delle più eccitanti dinamiche culturali del paese, animata da un microcosmo bislacco e ribelle, immortalato dalle opere del fumettista Andrea Pazienza.

Le origini di Bologna risalgono ad almeno mille anni prima di Cristo, divenendo un’importante centro prima sotto i Celti, poi sotto gli Etruschi col nome di Felsina, quindii sotto i Romani col nome di Bonomia.

Ma è soprattutto in epoca medievale, e precisamente in epoca comunale, che questa città ha avuto la massima risonanza. Nel suo centro storico, il più grande del mondo secondo l’Unesco, e definito da tre diverse cinte murarie, si sovrappongono tracce dei vari periodi della sua storia: l’età romana, in primis, di cui restano tracce visibili della prima cerchia di mura e di pavimentazioni, e nei musei cittadini. Al Medioevo e al Rinascimento dobbiamo invece la maggior parte dei monumenti che abbelliscono il centro storico, di vari stili architettonici, dal romanico al gotico al rinascimentale.

Fra tutti questi, numerosissimi, ricordiamo per brevità solo quelli posizionati in Piazza Maggiore, la piazza più grande e nota di Bologna. Dalla Basilica di San Petronio, costruita a partire dalla fine del XIV secolo, romanica nella facciata visibilmente incompiuta, con una parte superiore in mattoni e una inferiore ricoperta di marmo, col pregevole portale centrale scolpito da Jacopo Della Quercia; e gotica all’interno. Custodisce numerose e pregevoli opere, come la grande Meridiana e le quattro croci che all’epoca della città romana erano disposte di fronte alle quattro porte della città. Al Palazzo dei Notai, alla destra della Basilica, con le sue splendide bifore e le merlature medievali; al Palazzo D’Accursio oggi sede del Comune e di musei; al Palazzo del Podestà, alla Fontana del Nettuno con la statua di bronzo del Dio Marino; al Palazzo di Re Enzo che tenne prigioniero per ben 30 anni il figlio di Federico II.

Ma il vero simbolo della città non è in piazza Maggiore, ma all’incrocio di cinque strade, ognuna delle quali conduce a una porta delle antiche mura: sono le due torri, la Torre degli Asinelli e la Torre della Garisenda, a suo tempo dimezzata per timori dei crolli data la sua pendenza. Da notare come le due torri rappresentino quello che resta delle cento e più torri di avvistamento costuite nel Medioevo a difesa della Città..

Un altro dei marchi di fabbrica di Bologna sono i suoi portici, che si snodano intorno alle piazze e alle strade del centro storico. Delimitati da scenografici colonnati che si sviluppano all’interno delle antiche porte. Da portici ( ben 3, 6 km con 666 archi ) è collegato alla città il Santuario di San Luca, sul Colle della Guardia, ricostruito nel XVII secolo e che conserva opere pittoriche di pregio di Guido Reni e del Guercino, ed è tuttora meta di pellegrinaggio incessante.

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