La via del Romanico in Sardegna

May 5th, 2008 | By Junio Murgia | Category: Itinerari

Una delle annose questioni che attanagliano il patrimonio culturale italiano è certamente quella inerente la sua valorizzazione, tramite inserimento nei vari flussi turistici. Ciò vale in particolare per le sterminate risorse presenti nel Bel Paese, la cui distribuzione a “coriandoli” nel territorio si traduce in assenza di dinamiche integrate. Esemplare il caso Sardegna, regione in cui solo da pochi anni si sta iniziando a ideare alternative a un turismo che ha quasi sempre privilegiato la realtà costiera e di massa.

Una nuova iniziativa si inserisce nel tentativo di invertire questa tendenza: Il progetto di sviluppo integrato regionale “Itinerari del Romanico in Sardegna“. Nell’isola vi sono centoventicinque chiese romaniche sparpagliate, erette tra l’XI e il XV secolo, che rappresentano l’acme dell’architettura e della cultura medievale nell’isola e si prestano oggi alla fruizione turistica con una progettualità di respiro regionale. Dal Medio Campidano alla Gallura, seguendo le orme dei pellegrini, le chiese si apriranno ai visitatori all’interno di un circuito strutturato in itinerari. Promosso dall’Anci e co-finanziato da un Por comunitario, il progetto coinvolge 21 Comuni, con capofila l’amministrazione comunale di Santa Giusta, seguendo il solco della cultura romanica sul tracciato dell’attuale strada statale 131. Si cerca così di evitare uno dei problemi più fastidiosi del settore: la maggior parte delle Chiese sono chiuse e disperse nel territorio, e aprono soltanto per le funzioni religiose. Un ruolo capitale avrà anche il Centro Documentazione previsto, che sfrutterà le tecnologie informatiche per fornire la schedatura dei monumenti, la proposta di itinerari e ogni informazione utile per turisti e studiosi.

Le cattedrali romaniche della Sardegna riunite in un unico progetto consentiranno anche la giusta celebrazione di un periodo storico particolarmente significativo per la terra dei nuraghi. La costruzione di tali chiese sancì il distacco dell’ Isola da quell’Impero bizantino che l’aveva fatta sprofondare in un profondo isolamento e il riavvicinamento al mondo occidentale in orbita romana e papale. La Sardegna, divisa in quattro giudicati legati a doppio filo con le Repubbliche Marinare di Genova e Pisa, si apriva nei rapporti commerciali col Tirreno.Vennero perciò invitatiquei monaci Camaldolesi dalla Toscana e quei Vittorini da Marsiglia che stavano facendo fiorire lo stile romanico in tutta Europa. Il risultato furono gioielli architettonici quali le Cattedrali di San Gavino, di Porto Torres, di Santa Giusta, le chiese di granito in Gallura o la celeberrima S.S. Trinità di Saccargia, immersa nel verde e rinomata in tutta Europa per l’originalità dei suoi affreschi o quella di San Saturnino a Cagliari, ideale punto di partenza. Tutte costruzioni che testimoniano in maniera sobria e fiera l’irripetibile storia del luogo in cui sono edificate.

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