Sabaudia, o l’architettura razionalista

Apr 23rd, 2008 | By Junio Murgia | Category: Città Italiane

Incastonata nel litorale laziale, posta in posizione strategica nell’agro pontino, a metà strada tra Roma e Napoli, Sabaudia è la città simbolo dell’architettura razionalista.

Fondata nell’agosto del 1933 in seguito all’opera di bonifica della palude pontina fortemente voluta da Mussolini, che portò al recupero di oltre settantamila ettari di un terreno paludoso e selvaggio dominato dalla malaria, Sabaudia fu il frutto di un concorso di progettazione bandito dall’ Opera Nazionale dei Combattenti, ente che gestiva la bonifica. Gli architetti vincitori del concorso la attuarono secondo i dettami del razionalismo allora imperante, ma con richiami alla tradizione dello spazio urbano delle città italiane di cui la piazza rappresentava il fulcro. Il Risultato fu pertanto una città non più chiusa da muri ma “con nuove forme aperte e decentrate, ragionevoli ed equilibrate con la loro funzione” ( Piccinato). Una città sviluppata attorno ad una piazza, con strade larghe e brevi, con isolati aperti, con palazzi bassi dalle linee rigide e rigorose, rivestiti spesso di bianco travertino. Esemplare in tal senso il Palazzo del comune, con la sua torre alta 42 metri, contemporaneamente staccata e unita ad esso tramite un arengo; oppure il Palazzo delle poste, rivestito però dei colori di casa Savoia, grazie alle tessere azzurre e ai mattoni rossi. O ancora la Casa dell’associazione combattenti o l’ex azienda agraria costituita da un complesso di strutture collegate tra loro con terrazze e porticati disposti armonicamente attorno ad una corte. Una città dalle suggestioni metafisiche alla De Chirico, come è stato ripetutamente affermato, “per i suoi porticati, i suoi parallelepipedi, le sue taglienti ombre”. Edifici che, pur nella loro bellezza maestosa si notano nel loro insieme, avendo saputo interpretare nella costruzione di un’ambiente unico “lo spirito di quella terra” ( A. Rossi). Perché Sabaudia non è solo razionalista, ma si eleva sulle altre contemporanee costruite nello stesso stile per il fatto che è una città-giardino sul modello anglo-sassone delle cities-garden di Howard, con principi ordinatori molto chiari, tesi alla perfetta sintesi tra città e campagna. Così Sabaudia è fondata sullo stretto legame tra il nucleo cittadino e i luoghi affascinanti che la delimitano: lago, mare, dune sabbiose, foresta di Terracina e promontorio del Circeo. Elementi che dovevano circoscrivere la possibile espansione nel tempo e che l’hanno in parte circoscritta nonostante i decenni di pressione abusivistico- residenziale. Tanto è vero che il suo complesso edilizio e urbanistico è stato inserito fra i diciotto esempi di architettura moderna di interesse internazionale da tutelare e valorizzare.

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