Il Castello Piccolomini di Balsorano Vecchio

Apr 13th, 2008 | By Junio Murgia | Category: Itinerari

Fra gli innumerevoli castelli dell’Abruzzo - e solo nella provincia dell’Aquila se ne possono annoverare più di cento - c’è un castello che si distingue fra tutti per la posizione su di un’altura immersa nel verde, dalla quale si domina tutta la vallata sottostante e i monti Cornacchia e Pizzo Deta, che superano di poco i duemila metri.

E’ il castello di Balsorano, situato tra la Marsica e il territorio di Sora. Dichiarato dal Ministero dei Beni Culturali “Monumento di importante interesse nazionale”, è conosciuto come “Castello Piccolomini“, in quanto fu eretto nella seconda metà del XV secolo su una preesistente costruzione ducentesca da Antonio Piccolimini, Conte di Celano e Viceré d’Abruzzo. Nipote tra l’altro di quell’Enea Piccolomini divenuto Papa col nome di Pio II e genero di Ferrante d’Aragona Re di Napoli. Al Casato dei Piccolomini il castello restò fino alla loro estinzione agli inizi del 1700, quando la Baronia di Balsorano passò al Barone romano Testa e successivamente al conte Carlo Lefebvre di Pontalier, al marchese Don Pedro di Calafuerte e infine, nel secolo scorso, alla famiglia dei Fiastri Zanelli che ancora ne detiene il possesso.

A seguito del terremoto del 13 gennaio 1915, che seriamente danneggiò l’imponente costruzione, tale famiglia provvedette al restauro del castello, che però si discostò abbastanza dall’originale, risentendo oltrettutto di quel gusto del revival gotico tipico degli anni Trenta.

Così come ci appare oggi, il castello si presenta con la forma irregolare a cinque lati, con le classiche torri circolari agli angoli, tipiche delle fortezze progettate alla metà del XV secolo e sporgenti rispetto al coronamento, quasi a sottolineare l’antica funzione militare. Manca invece del tutto la torre centrale a base quadrata, già documentata da un disegno del XVII secolo, mentre fu ricostruita un’ulteriore cerchia di mura verso Nord. All’interno delle mura del castello è da rilevare un cortile a forma di L sulla cui superficie è posizionato un pozzo quadrato delimitato da due colonne con lo stemma dei Piccolomini caratterizzato da una croce percorsa nei due bracci da mezzelune. Fa da sfondo al pozzo uno scenografico palazzo in pietra con un bel portico e finestre a bifora al piano superiore.

Oggi il castello, sempre di proprietà dei Fiastri Zanelli, è gestito dalla società dei “Castelli d’italia” ed è stato trasformato in albergo e ristorante nel 1960. Attualmente non è costantemente aperto, ma alcune sale vengono utilizzate saltuariamente per motivi di ristorazione. Tra le note di costume riguardanti il castello, vi è una ricca anedottica inerente tutta una serie di film, segnatamente del filone noir-boccaccesco all’italiana, che hanno trovato nella maestosa e lussureggiante cornice del castello e del parco circostante, una perfetta location. Il castello ha il merito inoltre di aver generato una valorizzazione di questi luoghi, in particolare del paese di Balsorano vecchio, così chiamato in quanto una nuova Balsorano fu edificata a valle nel secolo scorso, dopo il terremoto del 1915. Il borgo vecchio è stato rivalutato negli ultimi anni anche mediante una ristrutturazione che lo fa assomigliare a un borgo medievale, in perfetta sintonia col castello che si protende su di esso. Non solo: oltre al castello e alla natura selvaggia circostante, è presente anche lo spettacolare Santuario di Monte Sant’Angelo, situato all’interno di una grotta naturale.

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