Morlaix: la fortezza della Bretagna

Apr 12th, 2008 | By Junio Murgia | Category: Città Straniere

Quando si parla di tutela e valorizzazione del patrimonio artistico, del suo inserimento in dinamiche che sappiano conciliare l’aspetto culturale e la possibilità di creare ricadute economico-occupazionali, prendere esempio da paesi come la Francia è sempre positivo. I transalpini hanno sempre avuto sia una forte cooperazione tra lo Stato e i soggetti privati, sia quello spiccato senso del marketing che li ha portati a vendere un ammasso di ferraglia come simbolo della loro capitale.

L’intero territorio dell’ Esagono è costellato da ricchezze architettoniche e culturali che la sapiente macchina burocratica francese ha trasformato in atout turistico-economici. Esemplare il caso di Morlaix e del suo Castello di Taureau, che visitai nel 2003. Morlaix è una ridente cittadina situata sull’omonima baia, in cui domina appunto il Castello di Taureau: antica fortezza, eretta in mezzo al mare nel XVI secolo per proteggere la Bretagna dagli assalti della marina inglese. Nel 1980, venne abbandonata e destinata ad un inesorabile degrado per quindici anni. Nel 1996, la Camera di Commercio di Morlaix entra in gioco e forma con altri soggetti un consorzio con l’obbiettivo di restaurare e valorizzare l’antico castello, aprendolo al pubblico con la trasformazione in museo. Una mission sia culturale che economica dunque, finalizzata alla crescita della domanda turistica per tutta la regione, di cui Morlaix funge da porta.

Le fasi istituzionali della rivitalizzazione sono state esemplari. La Camera di Commercio ha assunto un ruolo propulsivo nell’elaborazione del progetto di valorizzazione in perfetta sinergia con gli operatori privati e museografici, investendo e ottenendo con incisive azioni di lobbying presso la Diréction Régionale des Affaires Culturelles i finanziamenti necessari per completare l’opera. Appena dodici anni dopo, i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Il Castello di Taureau è non solo un monumento imponente felicemente restaurato, ma un centro di aggregazione culturale e sociale per l’intera zona, perfettamente integrato con la promozione delle risorse naturali e culturali dell’intera Bretagna: è ad esempio tappa del “Giro del Finistère a vela“, grande festa nautica e popolare dal sempre crescente appeal per i visitatori di tutta Europa. Una lezione da apprendere in fretta anche in Italia, sopratutto adesso che troppo frettolosamente si riparla di dismissioni e cartolarizzazioni del patrimonio statale per fare cassa, quando è chiaro che con una progettualità ben definita, e sfruttando anche i finanziamenti comunitari, si può perfettamente inseguire un modello turistico in grado di salvaguardare la ricchezza culturale senza andare a discapito del lato economico. Proprio come a Morlaix hanno dimostrato.

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