Gli orizzonti della Sardegna
Sep 19th, 2007 | By Junio Murgia | Category: Regioni“Una vaga sagoma di terra appariva davanti a noi, più trasparente di una perla. E’ già Sardegna. Incombente come onde seducenti in mezzo al mare, creste di collina come brughiera, irrilevanti, che si vanno perdendo, forse, verso un gruppetto di cime. Incantevole spazio intorno e distanze da viaggiare, nulla di definito, nulla di definitivo.
E’ come la libertà stessa.”
D.H Lawrence, “Sea and Sardinia”
Sì, la Sardegna è un’altra cosa. Più ampia, molto più consueta, niente affatto irregolare, ma che svanisce in lontananza: incantevole. C’è l’orizzonte che sfugge, e un treno che lo insegue lentamente. David Herbert Lawrence, l’autore di “L’amanta di Lady Chatterley” e “Figli e amanti”, vi approdò negli anni venti del secolo scorso, e l’attraversò a bordo di un treno che si insinuava sbuffante nei meandri di una terra che fino all’Ottocento era misteriosa e sconosciuta al resto d’Europa. Lawrence fa parte di quella élite di scrittori e viaggiatori che in quel periodo fecero della Sardegna una meta di itinerari e soggiorni, scoprendo dimensioni inusitate che permisero di rimediare agli errori degli annuali a alla trascuratezza dei contemporanei che avevano avvolto l’ isola di una tristissima fama.
Ne è passata di acqua dotto i ponti da allora. Oggi Sardegna è sinonimo di coste da cartolina, con lunghe distese sabbiose che dalla suggestione tropicali lasciano spazio a calette forgiate in mezzo a strapiombo nordici o a rocce rosse con fondali compostida lastroni che danno all’acqua una trasparenzacristallina. Il Jet set internazionale ne ha fatto terra di conquista, proprio come in passato la sua posizione strategica in mezzo allo scacchiere mediterraneo ne ha fatto crocevia militare e portaerei terrestre. Eppure Sardegna sta diventando anche sinonimo di cultura ancestrale, di nuraghi e menhir che gettano nuova luce sulla notte dei tempi in termini di civiltà ed evoluzione, persino con il mito di Atlantide che ha steso la propria affascinante ombra. La sfida del turismo nei prossimi anni sarà proprio questa: sfruttare al meglio tali margini, in particolare fuori stagione.
